Tuesday, January 12, 2010

HAIKU FOR THE NEW YEAR


























HAIKU (free syllables, three verses)

2 haiku per i rapporti Giappone/Europa

JAPAN/EUROPE

a) Stars of Europe

bright as chorus on blue flag.
Japan, between stars "ukiyo" lives.

b) Sky of stars
Japan 'ukiyo' dances in the circle.
Night Spring

(traduzione italiana)


GIAPPONE/EUROPA


a) Stelle d'Europa
brillano in coro sulla bandiera blu.
Il Giappone vive tra stelle 'la fluttuanza'.


b) Cielo di stelle
'fluttuante' Giappone danza nel cerchio.
Notte di Primavera.





per il NUOVO ANNO 2010


9 haiku


1)New Year, as for cherries,
one after other eats days:
happy life and smiling eyes.



2)New Year, many dates
numbers, pages and seasons,
children put on there colours.



3)New Year, at home
the cricket sings the beauty
it’s not in the cage.



4)New Year, sage heart,
colours and flowers will go out
memories will go back.



5)New Year, morning light,
the lark sings across the sky,
to comfort the Earth.



6)New Year, four seasons.
Do you know how many fruits?
Strawberries and cherries!!!



7)New Year, no dark clouds!
No hurricane! Only gulls
above the sea.




8) It's red fish darting
here, there, in the fountain,
which opens waves-rings.




9) New Year came

old year is already died:

it's in memory.




(Italian texts)


1)Nuovo Anno, come con le ciliegie,
mangia i giorni uno dopo l'altro:
felice vita, occhi sorridenti.



2)Nuovo Anno, molte date
numeri, pagine e stagioni,
i bambini mettono lì i colori.



3)Nuovo Anno, in casa
il grillo canta la bellezza,
non è in gabbia.



4)Nuovo Anno, saggio cuore,
colori e fiori verranno fuori
i ricordi andranno indietro.



5)Nuovo Anno, luce del mattino,
l’allodola canta attraversando il cielo,
per confortare la Terra.



6)Nuovo Anno, quattro stagioni.
Tu sai quanti saranno i frutti?
Fragole e ciliegie!!!



7)Nuovo Anno. Niente nuvole scure!
Niente uragani! Solo gabbiani
sopra il mare.




8) Il pesce rosso guizza

qui e là nella fontana,
apre onde-anelli.


9) A Nuovo Anno venuto
il vecchio anno è già morto:
è nella memoria.




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Tuesday, November 10, 2009

FEDERICO PLATANIA "IL PRIMO SANGUE", recensione di Ettore Mosciàno.

IL PRIMO SANGUE”, secondo romanzo di Federico PLATANIA dopo “BUON LAVORO – 12 storie a tempo indeterminato”, del 2006. Platania analista dei comportamenti, dei rapporti sociali, delle psicologie del disagio. Esigenza di normalità, nell’accezione di serenità nel vissuto sociale.
Editrice Fernandel di Padova, 2008, 123 pgg., 12 euro.
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di Ettore Mosciàno














Federico Platania


"Il primo sangue" ha una sapiente costruzione d'atmosfera noir, con un serio coinvolgimento emotivo. Solo apparentemente la scrittura può risultare divertente nel suo percorso. Platania sa ironizzare il parlato con le cadenze dialettali, le frasi smozzicate. Ma nel romanzo vi è una quasi surreale e puntigliosa orchestrazione di avvenimenti che, ripetendosi quotidianamente, tra personaggi agenti nel disagio sociale, individua e centralizza, con l'agire dei suoi protagonisti, focolai di conflitti psicologici e di istinti repressi, drammi generazionali, socialità al limite di sopportazione e del vivibile, fino alla tragedia conclusiva. Federico Platania scrive per dire ciò che è possibile accada in una apparente e naturale routine quotidiana, che ha invece al suo interno, l'esplosione nel "primo sangue".
Fabio, Andrea, Maurizio, lo spaventevole e rabbioso cane lupo che s'incontra tutti i giorni lungo la strada che porta al lavoro, la misteriosa villa signorile in cui vive un giovane con cui Andrea riesce a fare amicizia, fino a diventarne confidente e complice.

Federico Platania ha la grazia e la sensibilità di saper osservare e ascoltare la gente e lo rivela dando letterariamente voce ai suoi personaggi, ai loro circuiti mentali, alle loro ossessioni, ai luoghi comuni, alle cadenze linguistiche, molto pragmaticamente. L'intercalare del linguaggio parlato, le ripetizioni delle espressioni insistite e dei concetti, modificati solo in parte minima, per denotare la realtà della comunicazione spontanea nelle atmosfere vissute del quotidiano. Le manie, le fissazioni, le paure, i sospetti, i timori che ognuno prova quando non ci si sente sufficientemente sicuri e protetti. Uno scrittore fisso sui particolari, che giuoca nel mostrare le deviazioni, il passaggio, l'altalena dei sentimenti e delle volontà . L’umana routine di giovani lavoratori che intrecciano le loro vite in turni di lavoro, incontri di persone ai banchi di ristorazione. Colloqui rapidi. Uno scrittore che ha l'ironia in punta di penna.

Il cane e la villa, due simboli che riappaiono spesso nel libro. L’animale, la paura inaspettata che si può provare nella tensione quotidiana, la paura di ciò che potrebbe assalirci; presenza ossessiva, del male nascosto che può presentarsi al’improvviso, devastando la nostra tranquillità, dandoci il sussulto. E la villa, la misteriosa e grande abitazione con il parco: apparentemente inabitata, ma custodita dall’aggressivo cane che ringhia ed abbaia dietro le sbarre; edificio e luogo simbolico del misterioso che sta oltre noi, che costantemente incuriosisce, che nasconde l’incertezza e un dubbioso nostro sapere. Due simboli di una negatività quotidiana che può incombere, ed è sospesa nell’aria e nel nostro pensiero; ed alla quale tutti, vivendo, siamo sottoposti e sospesi, in modo cosciente o nel nostro inconscio.
Il titolo del libro lascia già presagire la ripetizione, o la serialità di fatti di sangue, dopo quello che si è consumato. Ed anche qui, la sospensione e l’attesa, la possibile intenzione futura della ripetizione dell’ atto criminoso fanno la loro parte sul lettore; e sono segni dentro la realtà in cui tutti viviamo. Realtà in cui l'atto criminoso tragicamente avviene in nome di un odio di classe, nel nome di una rivendicazione di presunti diritti non ricevuti e goduti, nel nome e nell'ambiguità di un'amicizia tanto sentita quanto sospetta, nel nome del dio denaro che alletta le menti deboli e quelle spregiudicate, entrambe capaci di compiere qualsiasi azione pur di avere quel dio a disposizione, rapidamente e in breve tempo.

Originale introduzione delle prime pagine con la descrizione del mondo "pieno d'insetti" e "la casa con l'odore di sapone, dei panni stesi messi ad asciugare". E, più avanti (pag.14): "Il cane era praticamente attaccato all'inferriata con tutto il suo corpo, la lingua e i denti erano aggrappati al ferro e con le zampe e la coda mulinava" .

Un'altra frase estrapolata dal testo (pag. 114):"la luce del mattino è meravigliosa, mi entra nel cuore e lo divora"; questa, però, è un'altra atmosfera, che ci auguriamo di vedere sviluppata in Federico Platania nei prossimi libri.

Atmosfere e scritture di questo romanzo di Federico Platania ricordano e "s'inseriscono" nei racconti di un grande Cornell Woolrich, nel suo "New York Blues". Entrambi gli autori hanno conservato “ramificazioni” di Edgar Allan Poe e della sua dottrina.

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Monday, November 09, 2009

MARCO LO RUSSO nello spettacolo "QUALCHE VOLTA IO BALBETTO"

Serata densa di sorprese musicali ed interviste, quella dedicata allo spettacolo "Qualche volta io balbetto" al TEATRO ORIONE di Roma, per iniziativa dell'Associazione Italiana Balbuzie e Comunicazione (ALBACOM ONLUS), nella ricorrenza annuale dell'INTERNATIONAL STUTTERING AWARENESS DAY 2009. Regia di Andrea LOMORO ed organizzazione di Cristina Di Giambattista.

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di Ettore Mosciàno

(cliccare sulle immagini per ingrandirle. Foto di Riccardo Piva)


Il sorprendente attore di cinema e teatro, Filippo TIMI, ha aperto la serata con una fantasmagorica affabulazione e con una parodia di se stesso balbuziente, ridandoci esperienze e difficoltà incontrate nell'infanzia, a scuola e tra familiari allora, ma anche quotidiane esperienze della sua balbuzie, quasi completamente superata oggi, con determinazione, nello svolgimento del suo lavoro in teatro e nel cinema.






L'attore Filippo Timi e Daniele Bocciolini, presentatore (foto di Riccardo Piva).



Serata molto piacevole. Interviste e canzoni con Simone Cristicchi e Niccolò Fabi, l'esibizione nella danza moderna del noto coreografo e ballerino Kledi Kadiu, il bravo e divertente pianista Giovanni Mirabile, eclettico nei suoi umori e nelle performances; ed ancora, Andrea Perroni e Eleonora Scopelliti. Tutti artisti professionalmente preparati e gioiosi di partecipare e dare un contributo all'evento di beneficenza. Presentazione del chiaro e spigliato Daniele Bocciolini.


Il Maestro Giovanni Mirabile (foto di Riccardo Piva)




(Marco Lo Russo alla fisarmonica con i maestri di ballo Daniela Ayala e Simone Di Pasquale. Foto di Riccardo Piva).

Il Maestro Marco Lo Russo, con la sua fisarmonica, ha come sempre mostrato distinzione e raffinatezza per la sua alta qualità di esecuzione musicale. Egli ha accompagnato i due noti e spettacolari maestri di ballo, Simone Di Pasquale e Daniela Ayala, in avvincenti e sensuali coreografie di tango. Grande conoscitore dei generi e del linguaggio musicale internazionale, Marco Lo Russo ha capacità di racchiudere e rilanciare con originalità tutta sua, attraverso i suoni della fisarmonica, le culture musicali delle diverse etnie, ma soprattutto quelle latino-americane e d'area mediterranea; su tali culture, sappiamo che il Maestro ha già inciso diversi CD e riprese video, materiali presenti in YouTube e in altri siti musicali su Internet.




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Thursday, October 15, 2009

CRISTINA PARK HYO-KANG E NA YUN-KYU IN UNA "SERATA DI BEL CANTO" A ROMA.

IL SOPRANO CRISTINA PARK HYO-KANG IN UNA “SERATA DI BEL CANTO” CON IL BASSO NA YUN-KYU, OSPITE D’ONORE, E LA NEO DIPLOMATA IN CANTO LIRICO ANGELA LEE DUK-IN. Accompagnamento al pianoforte di Alessandro VIALE. Bel canto che ci giunge da artisti coreani. Programma di brani d’opera con le note di Mozart, Puccini, Rossini, Verdi e Boito. Sponsorizzazione della Società “GALA Energia pulita”.
Chiesa Metodista, via XX Settembre 123, Roma. Il 13 ottobre, 2009, ore 21.00.
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di Ettore Mosciàno




E’ bene dire, innanzitutto, dell’eleganza formale dell’evento: una sapiente e curata presentazione grafica del programma, come anche dell’ambientazione, con acustica rispondente e nitida. Introduzione chiara e disinvolta della giovane Sara Pizzei. Sponsorizzazione della Società di consulenza specialistica, produttrice e fornitrice di energia elettrica “GALA Energia pulita”.

Serata di notevole spessore professionale e culturale, di consistente programma con numerosi brani d’opera. Avvincente e rigorosa partecipazione del pubblico che occupava l’intera grande Chiesa. Artisti di nazionalità coreana, con grande padronanza della lingua italiana, consistenti e rigorosi studi, numerose esperienze della professione del Bel Canto.

Assoli e duetti dei tre protagonisti in arie liriche ben conosciute ed impegnative, che hanno richiesto rigore e polso, in quanto esse si prestano a facile e spontaneo confronto con le voci storiche del Bel Canto.





Il soprano Cristina Park Hyo-Kang
(foto:Achille La Pera)








Il soprano Cristina Park Hyo-Kang ha gran bella voce, duttile ed agile, con varietà di colore, forza di penetrazione ed estensione, capacità virtuosistiche e timbri drammatici e di intenso volume, un portato di spiegata cantabilità. Ha eleganza del gesto e del movimento, agilità dell’ornamentazione e della dizione. Vocalità in piena padronanza, fascino vocale e personale avvincente. L’abbiamo ammirata nel “Vissi d’arte, vissi d’amore” dalla “Tosca” e ne “Un bel dì vedremo” dalla “Madama Butterfly”, entrambe opere di G. Puccini, nell’aria “E’ strano! Ah! fors’è lui” dalla “Traviata” di G. Verdi, nel divertente e spassoso duetto “Buffo di due gatti” di G. Rossini, assieme al basso Na Yun-Kyu.

Presenza avvenente e figura elegante quella della signora Park Hyo-Kang, plurilaureata in Canto Lirico e Musicologia presso l’Università di Mopko e l’Università Sung-Shin Women’s in Corea del Sud. Ella ha partecipato a numerosi festivals, recitals, opere; ha tenuto più di 400 concerti in diverse nazioni: Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone, Italia, Francia,Austria, Svizzera ed Ecuador. Si è diplomata al Conservatorio “Pietro Mascagni” di Livorno e al Corso di Perfezionamento per Canto operistico presso l’Accademia del “Centro Studi Musicali” di Sondrio e Milano. E’ stata vincitrice del Concorso Internazionale “Renata Tebaldi” nel 2000, “Pietre Liguri” nel 1998, “Sanremo Musica Classica” nel 1998. Ha debuttato già in numerose opere di Donizetti, Verdi, Mozart, Puccini, Mascagni e Leoncavallo. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti come “Migliore cantante”, “Miglior Professore” e “Migliore Artista” negli anni tra il 1997 e il 2005. Specializzata anche in musica sacra per le opere “Messa da Requiem” di Verdi e di Mozart, “Stabat Mater” di Pergolesi, “Stabat Mater” e “Messe Solennelle” di Rossini. Dal 2004 è Direttore dell’Accademia Musicale Internazionale “Vissi d’arte-Vissi d’amore” a Roma.

Nel suo CD “Amazing Grace” dell’etichetta Phoenix Classic, del marzo 2009, Cristina Park Hyo-Kang ha registrato con il Quintetto d’Archi di Roma un’ampia serie di brani sacri in inglese, latino, coreano (“Amazing Grace” di John Newton, “Ave Maria” di Giulio Caccini, “Laudate Dominum” di W.A. Mozart, “Ave Maria” di F.P. Schubert, “Ave Maria” di C. Gounod, “Panis Angelicus” di C. Frank, “Agnus Dei” di G. Bizet, “The Lord’s Prayer” di A.H. Malotte, “You raise me up” di R. Loyland, “Because He lives” da “Alleluia” di W. J. Gaither, “Nearer, my God to Thee” di L. Mason, “The Lord is my shepherd” di Un-Young Na, “Tough I don’t have treasures” di Duk-Shin Choi, “Mission” di Kwon-Hee Lee, “The Blessing of God” di Sang-Woo Shin e “Someone is prayng for you” di Lanny Wolfe“).
Con questo CD, la soprano Cristina Park Hyo-Kang ha voluto lanciare a tutta l’umanità un messaggio di speranza e di pace, di serenità e di sollievo, soprattutto per le persone che soffrono, con le quali ella sente il bisogno di condividere le preghiere e la sua musica.

Il basso Na Yun-Kyu ha voce controllatissima con morbidezze giocose: l’abbiamo ascoltato in “Buffo di due gatti” di G. Rossini, in duetto con il soprano Cristina Park Hyo-Kang, in “Non più andrai” dalle “Nozze di Figaro” di W.A. Mozart e in “La calunnia è un venticello…” dal “Barbiere di Siviglia” di G. Rossini; ma il Maestro Na Yun-Kyu ha anche timbri più gravi e di consistenza drammatica, come abbiamo potuto ascoltare in “Ecco il mondo” dal “Mefistofele” di A. Boito, ne “Il lacerato spirito” dal “Simon Boccanegra” di G. Verdi e in “Ella giammai m’amò” dal “Don Carlos” di G. Verdi.
Arte interpretativa, quella del basso Na Yun-Kyu, di molta naturalezza nel legato di note scure e più chiare, nella comprensibile dizione, nella spigliatezza e spontaneità del gesto.

Na Yun-Kyu è laureato in canto lirico presso l’Università di Jung-Ang a Seul ed ha conseguito diplomi in Italia presso l’Accademia Rossiniana, l’Accademia di Nino Rota, Bon Parti; ha seguito un Corso di Perfezionamento con il M° Gianni Raimondi. Premiato in concorsi internazionali di “Gionta”, “Ostra”, “Vinas, “Lauri Volpi, “Salerno”. Ha debuttato nell’opera “Il Barbiere di Siviglia” al Teatro Rossini ed è stato interprete di numerose altre opere famose, come “Ernani”, “Don Carlo”, “Nabucco, “La Bohème”, “Turandot”, “Don Giovanni”, “Le nozze di Figaro”, “Rigoletto”, “Lucia di Lammermoor”. Dal 1993 insegna ai giovani cantanti presso le Università di “Jung-Ang”, “Mok-Won” e “Chu-Ghe” in Corea del Sud. Ha partecipato a più di 700 concerti e festivals nel mondo (Stati Uniti, Canada, Australia, Russia, Francia, Austria, Spagna, Giappone, ecc.) Dal 2003 è Direttore Artistico dell’Ensemble “Ye-In” e Direttore del "Coro Dream Singers” con il quale si è esibito con grande successo in America.

La giovane soprano Angela Lee Duk-In, laureata in canto lirico all’Università di Sung-Shin Women’s in Corea del Sud, è anche diplomata in canto presso l’Accademia Musicale Internazionale “Vissi d’arte, vissi d’amore” di Roma. Ha iniziato la sua carriera come solista nel "Coro Dream Singers” ed ha partecipato a molteplici concerti in America, Singapore, Italia, Francia, Corea del Sud. L’abbiamo ascoltata in duetto con il basso Na Yun-Kyu in “Là ci darem la mano” dal “Don Giovanni” di W.A. Mozart e in “O mio babbino caro” dal “Gianni Schicchi” di G. Puccini. E’ voce già di buona padronanza, estensione e colore, che ha saputo dare alle arie presentate delicatezze appropriate, brio e carattere, capacità espressiva e chiarezza.

Il giovane Maestro al pianoforte, Alessio Vitale, è già abile professionista di ottima scuola. Diplomatosi al Conservatorio dell’Aquila, è compositore di musiche orchestrali e da camera, per la televisione ed il cinema. Ha partecipato a numerosi eventi. Ha chiara tecnica, padronanza del ritmo e del campo armonico, leggerezza di comunicazione nelle melodie.

Molti e ripetuti applausi. Artisti più volte richiamati. Serata rasserenante per la grazia amabile delle armonie.

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Tuesday, October 13, 2009

“ROLAND-EXTRAVAGANZA” in “NIGHT OF THE KEYS” all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

La nota casa giapponese Roland, produttrice di strumenti musicali, ha presentato il mondo nuovo della musica digitale-computerizzata. Esecuzioni con gli strumenti nella gremita Sala ‘Sinopoli’ all’Auditorium Parco della Musica di Roma. L'Orchestrazione possibile con unico strumento integrato di timbri, contaminazioni di generi musicali, resa di accordi multipli ed amplificazioni. Maestri di fama internazionale si sono esibiti usando i nuovi strumenti computerizzati a tastiera: organo, pianoforte, fisarmonica, clavicembalo e sintetizzatore. Serata brillante,
piena di ritmi e fantasie musicali, molto apprezzata dal pubblico.
Auditorium Parco della Musica di Roma, 4 ottobre 2009, ore 21.
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di Ettore Mosciàno








Modelli dei nuovi strumenti in un raffinato design di linee e colori che riproducono le forme classiche degli strumenti tradizionali, ma all’interno non hanno casse di risonanza, corde metalliche, martelletti e ance. Le tastiere di questi nuovi strumenti digitali inviano comandi ad un cervello elettronico. Si ha così una perfetta riproduzione e definizione degli strumenti musicali classici, ma con l’arricchimento di una ampia gamma di registri, timbri, amplificazioni.

Non più timori ed ansie di prestazione per umidità di ambienti o di accordi, risonanze acustiche inadatte, manutenzioni particolari delle parti; il digitale ci dà la possibilità di una costante produzione timbrica, oltre alle numerose contaminazioni di generi musicali diversi, possibilità di passaggi rapidi, inclusioni ed esclusioni strumentali. Continua un’innovazione, quindi, come sempre è avvenuto nella storia degli strumenti musicali.

Il Gruppo ROLAND, fondato da Ikutaro Kakehashi nel 1972, è presente in oltre 60 paesi ed ha stabilimenti produttivi in tutto il mondo. Nuove architetture per la generazione del suono, strumenti musicali amati e apprezzati dai migliori musicisti del mondo. La Roland produce sintetizzatori, effetti per chitarra, batterie elettroniche, organi liturgici, pianoforti digitali, clavicembali e fisarmoniche, garantendo le migliori tecnologie e il massimo dell’innovazione.
In Italia, la Roland è presente dal 1986 e si trova ad Arese (MI).

Una nuova vita per la musica. Nuova vita di ascolto musicale per noi, con suoni di altissima qualità, diffusione tridimensionale di suoni, avvolgenti e reali. Suoni ricchi e pieni, con cui si può addirittura riprodurre quello dell’ambiente in cui si vuole che lo strumento sia collocato (con il sistema Roland RSS, ad esempio, si può avere un organo che riverbera in una grande cattedrale, in una chiesetta o in una sala da concerto; oppure, il sistema Roland C-330 che, utilizzando “gli speaker satelliti” applicabili alle pareti o al soffitto, ci consente di amplificare il suono con una gradazione a nostro piacimento).




(Hector Olivera e l'organo liturgico T-908)
















(L'organo Atelier AT-900)













Il Maestro argentino Hector OLIVERA, da molti considerato il più grande organista contemporaneo, ha dato dimostrazione delle diverse possibilità sonore dell’organo liturgico ROLAND-RODGERS T-908, eseguendo una serie di pezzi musicali classici, producendo suoni del tutto simili a quelli di reali organi a canne; ed ancora, con l’organo elettronico ROLAND-ATELIER AT-900 ha eseguito una serie di brani musicali ‘evergreen’, affinché tutti potessero seguire ed apprezzare la musicalità dei nuovi strumenti; ed ha eseguito anche musica contemporanea e musiche da film, in un crescendo di inserimenti di varie parti orchestrali e sottofondi musicali, con grande apprezzamento ed entusiasmo del pubblico che, meravigliato, lo ha a lungo applaudito. Grande impressione, suggestione ed ammirazione per il Maestro, inoltre, soprattutto per l’esercizio e la tecnica delle mani sui diversi piani delle tastiere e l’uso rapidissimo, molto articolato, dei piedi sui diversi pedali: tutto in ripresa diretta della telecamera che riproduceva immagini su un grande schermo.

(Enrico Pieranunzi ed il piano digitale RG-7)


















Il Maestro Enrico PIERANUNZI, pianista-compositore-arrangiatore, che unisce da tempo improvvisazione jazzistica e musica classica, premiato più volte come Miglior Musicista dell’anno nel Top della musica jazz, ha usato un ROLAND digitale a coda Grand Piano RG-7. Strumento di raffinata bellezza, di attento e rispettoso design della forma classica del piano a coda. Tre brani eseguiti con questo pianoforte dal Maestro Pieranunzi (“El canto de los dias”, “Improblue” e “Horizontes finales”) ci hanno dato la possibilità di notare e comprendere un sistema di amplificazione singolare e la versatilità del nuovo strumento digitale che ha dei “Moving keys” (chiavi di funzione che azionano fisicamente i tasti); inoltre, il pianoforte Roland RG-7 ha un lettore CD incorporato, 50 brani jazz e classici da usare come sottofondo; ha porta USB per la riproduzione e anche file audio. Molti applausi per la singolare performance del maestro, che rivela sempre un particolare tocco della tastiera, oltre ai “giuochi sapienti” dell’improvvisazione jazzistica.

(Sergio Scappini e la fisarmonica digitale FR-7x)

Il Maestro Sergio SCAPPINI, fisarmonicista del Teatro alla Scala di Milano, vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero, ha suonato una “Fantasia di Gershwin” ed una “Fantasia partenopea” su una fisarmonica digitale ROLAND V-Accordion FR-7x. Design e forma classica dello strumento a tastiera, con suoni di ampia gamma musicale e registri per un meraviglioso giuoco di accordi, colori, variazioni tematiche. Si è avuta quasi la sensazione di una competizione della fisarmonica con le strabilianti variazioni timbriche e coloristiche degli organi suonati da Hector Olivera. Impressione consistente e vicina alla realtà, dovuta all’alta competenza musicale e alla padronanza tecnica dello strumento da parte del Maestro Scappini, che ha saputo e potuto permettersi di coinvolgerci completamente nelle variazioni di registri e virtuosismi, sonorità jazzistiche, armonie e melodie. Tanto per dire la complessa varietà e l’ampia gamma di suoni ottenibili dai due strumenti e la resa degli stessi con l’applicazione delle nuove tecnologie digitali.

(Ruggero Laganà e il clavicembalo digitale Roland C-30)














Il Maestro Ruggero LAGANA’, pianista, clavicembalista e compositore, vincitore di numerosissimi premi internazionali, docente di armonia, analisi e tastiere storiche al Conservatorio G. Verdi di Milano, ha suonato un clavicembalo digitale ROLAND C-30, eseguendo un’aria dalle “Variazioni Goldberg” di Bach, “Les barricades mysterieuses” di Couperin, la “Passacaglia in Sol minore” di Haendel e le “Sonate K-27 e K-380” di Scarlatti. Strumento innovato dall’alta tecnologia, il clavicembalo ROLAND ha la capacità di mescolare sonorità rinascimentali e barocche, ma con potenzialità moltiplicate, stabilità di accordatura, passaggi musicali facilitati. La musica d’epoca esce finalmente a nuova vita dalle mani esperte di uno dei maestri sperimentatori delle nuove tecnologie. Capacità e filosofia culturale di Ruggero LAGANA’.

(Howard Jones e il sintetizzatore digitale Roland V-Piano)






Il Maestro Howard JONES, musicista inglese, ai vertici delle classifiche europee e disco di platino, tra i più accreditati e riconosciuti artisti del pop mondiale, ha eseguito una varietà di pezzi da lui composti. Brani da “Ordinary Heroes”, su un sintetizzatore ROLAND V-Piano che può essere regolato e suonato come uno dei migliori pianoforti a coda, poiché lo strumento nuovo della Roland, migliorato rispetto ai modelli precedenti, ha un generatore sonoro che consente di modificare i suoni secondo i timbri dei migliori pianoforti esistenti al mondo. Grandi applausi, soprattutto dai fans del maestro, accorsi in gran numero all’Auditorium.

Come appare evidente da quanto finora riportato, la ROLAND si è avvalsa della collaborazione di grandi maestri della scena musicale accreditati a livello mondiale. Strumentazione per alta professionalità, senza timori nell’affrontare il mondo musicale del futuro.
Musica avvolgente e per tutti i gusti, quindi, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Grande serata.
Impresa della ROLAND di grande valore nell’arte, nella tecnologia, nella diffusione della cultura, alla quale si deve plauso e riconoscenza.

(ROLAND Italy SpA è in Via delle Industrie, 8 – 20020 Arese (MI); e.mail: info.musica@roland.it – internet. www.roland.it ; Tel. 02.937.781- fax 02.935. 81.312).


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Thursday, September 24, 2009

¡NOCHE de SEVILLA! NOCHE de AMISTAD (AMICIZIA)

Favoloso flamenco. Magia e attrattiva del folclore spagnolo in Piazza Navona a Roma. Galà di chiusura delle compagnie di flamenco sivigliane nella suggestiva piazza, dopo le esibizioni delle bands, dei cantores e dei bailaores alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica nelle dieci giornate precedenti. Grande abbraccio corale al popolo romano da parte dei solisti e delle formazioni musicali sivigliane. Pubblico plaudente e numerosissimo che occupava tutta la piazza. Il 20 settembre 2009.
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di Ettore Mosciàno

Per una sera, una delle piazze più famose al mondo, la Piazza Navona, è stata teatro grandioso di ritmi, canti e balli struggenti e travolgenti. Drammaticità e gioiosità-allegria del canto flamenco, incitazioni di accompagnamento agli interpreti in esibizione da parte dei colleghi sul palco, fraseggio sommesso o sovrapposto al canto, e poi quella specie di singhiozzo che si dà con il ripetuto “ajja-ajja-ahj”; ed il battito delle mani, le sinuosità e le roteazioni del corpo e delle mantiglie, i colori, le ampiezze e le code dei costumi delle donne, quasi abiti mostrati da grandi pavoni nelle loro ruote; tacchi e punte battuti con cadenze ora lente ora in un vortice di affondo strepitoso. Rumoreggiare col piede, segnare in maniera significativa il ritmo, “parlare” con i tacchi, le nacchere, le chitarre e le mani (“el toque”).


Due immagini di Pastora Galvàn, ballerina e rinomata maestra di ballo, e Antonio Canales (al centro).


Le voci dal timbro ora velato ora aperto ed esteso, gridato. Si fa e si dà musica ad un modo di intendere la vita. Tutto questo è flamenco, nel dualismo viscerale del vivere sentimenti opposti, passioni amorose di forti tensioni, allegrie collettive, nostalgie, drammi e lacrime.

E’ la Spagna meridionale, l’Andalusia, Siviglia, con il suo patrimonio folcloristico che rivela in modo particolare la sua cultura popolare gitana.
Il flamenco ebbe i suoi migliori interpreti nella seconda metà del 19° secolo; e tali interpreti furono celebri ed acclamati come i toreri ed i grandi cantanti d’opera. L’anima musicale flamenca andò perdendosi con il declino dei Cafés Cantantes. Ora sembra rinascere a nuova vita con grandi scuole d’insegnamento e nuove leve che si sono presentate in questi giorni qui a Roma. Festival dedicato alla tradizione e ai nuovi percorsi dell’arte gitana e andalusa.
Presenza-azione anche di promozione turistica, annuncio ed invito all’Italia e al mondo della imminente XVI Biennale di Flamenco che si terrà a Siviglia dal 15 settembre al 9 ottobre del 2010.

I chitarristi Niño de Pura e Manolo Franco

Il Cantante di flamenco José Georgio, detto "José de La Tomasa"


Le origini di alcune forme di flamenco (come “La Cana”) risalgono al 16° sec. e oltre. Altre forme, come “La Rumba”, sono più nuove e derivano dall’America Latina. Tra questi due estremi vi è un’ampia varietà di stili, come i “Soleares” e la “Sequiriya”. Altri stili sono connessi a specifiche aree geografiche, come “La Granaina” (da Granada) e “La Malaguena” (da Malaga), o possono essere stati creati ed attribuiti a singoli cantanti di fama.

Cante jondo (canto gitano)-Baile e Toque (ballo, chitarra e ritmi di piedi e mani) in Piazza Navona per la ¡NOCHE de SEVILLA!

Manifestazione voluta dal Comune di Roma (Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione), dalla Fondazione Musica per Roma, dall’Ayuntamento de Sevilla, dalla ICAS Sevilla Instituto de la Cultura y las Artes, dalla Bienal de Flamenco- Ayuntamento de Sevilla e dal Consorcio Turismo de Sevilla.

Così, nel grandioso scenario della Piazza e delle variazioni delle luci (direzione tecnica di Sergio Spinelli), tra la fontana del Bernini e la Chiesa del Borromini, sullo spazioso palco hanno dato le loro esibizioni la Compañia de Niño de Pura y Manolo Franco, la Compañia de Milagros Mengibar, il cantor José Georgio detto “José de La Tomasa” (con dichiarata parentela italiana) in duo con il chitarrista Manolo Franco, la Compañia de Antonio Canales bailador, che ha al suo interno la conosciuta e famosa maestra di flamenco Pastora Galván.

Lunghi applausi, continui e scroscianti, da parte del pubblico presente in tutta la piazza, durante le diverse esibizioni. Partecipazione viva allo spettacolo con sottolineature e battito ritmico delle mani ed ovazione per le quattro compagnie, presentatesi tutte assieme sul palco per l’esibizione finale. Pubblico tutto in piedi per questa maratona di flamenco. Festa grande!

Milagros Mengibar.

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Wednesday, August 19, 2009

ANGELO MISCIONE CAVALIERE DELLA CANZONE CLASSICA ROMANA

Quando il canto è sentimento intenso e vibrazione, colore della vita e delle strade di Roma, poesia della voce e della scrittura musicale, coralità di approvazione e partecipazione del pubblico.
Angelo Miscione al nuovo Parco METROPOLIS di Tor Vergata, il 12 agosto 2009, Largo Giovanni Paolo II, già Viale dell’Archiginnasio.
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di Ettore Mosciàno








Intensa e appassionata voce, strettamente legata e nata per la canzone classica romana, quella di Angelo Miscione ascoltata nella sera del 12 agosto u.s. nella nuova zona-parco del PALA-METROPOLIS di Tor Vergata, a Roma. Palco all’aperto, platea piena e numerosa, molti applausi e richieste.

Deliziosa serata di lungo intrattenimento e di alto gradimento; non poteva essere altrimenti per un genere musicale di forte attrattiva, per il richiamo di sonorità poetiche legate alla natura più stretta della romanità.

Canto di sonorità ampie, di alta scuola, portato con giovialità e buonumore da Angelo Miscione con la sua esibizione. Melodie ed armonie, ritmi e poesia si diceva. Dalle più intense e romantiche canzoni di autori storicamente noti della canzone romana, come Romolo Balzani, Vittorio Maresca, Fiorenzo Fiorentini, Renato Rascel, Armando Trovajoli, Gicca Palli, P. Cannizzo, L. Giansanti, Rinaldi, Magni… fino agli autori più giovani come Renato Zero e Michele Zarrillo; ed anche una toccata alla canzone napoletana: l’interpretazione di “Sto ‘ncatenato a te” (di Campagnoli) con tale padronanza del linguaggio dialettale, e di melodia vocale, che ha creato in me vero stupore... tanto da poter assimilare pienamente Angelo Miscione ad un cantante professionista d’area partenopea.

E chi le può cantare meglio di Angelo Miscione le “nuove” canzoni “Roma vera”, ”Roma”, “Core de Roma”, “Serenata pe’ mamma e papà”, “Ritorna presto a Roma” e “Te chiamavo amore”, tutte di Vittorio Maresca, o “L’eco der core” e “Serenata de Paradiso” di Romolo Balzani? Queste “perle” di canzone romana sono solo professionalmente nella “rete” vocale di Angelo Miscione.

Lo dice bene Vittorio Maresca con la sua stupenda canzone “Roma vera”; ed Angelo Miscione glie la canta con l’anima:

Ho sentito… ‘na canzone… m’hanno detto… ch’è romana…,
ma de Roma nun ciaveva proprio niente e sai perché,
ce mancava… er sentimento… e quer pizzico d’amore…
ce mancava… la passione…ch’ogni romano vero…vo’ sentì…

Chi scrive ‘na canzone e nun ce mette er core
ma che la scrive a fa?

Si canti ‘na canzone che nun te dà emozione
ma che la canti a fa?

Se senti ‘na canzone che nun te dà emozione
ma che la senti a fa?
” (ecc…ecc...)




La canzone “Roma vera” è stata vincitrice alla “1^ Rassegna della Canzone Romana di San Giovanni – Premio Romolo Balzani”; e la canzone “Roma”, sempre di Vittorio Maresca, è stata vincitrice della 2^ Rassegna della Canzone Romana.

Angelo Miscione ha voce sicura e matura padronanza della scena, grazie alla sua variegata e intensa esperienza professionale, con esibizioni in Italia e all’estero. Dalle sue note biografiche sappiamo che ha cominciato a cantare in giovanissima età. Ha studiato musica e canto, esibendosi nei migliori locali di Roma. Ha vinto un Microfono d’Oro e un Nastro d’Argento. Si è esibito in Tv private e radio private. Ha cantato in Giappone, Las Vegas, Argentina, Svezia e Germania. Nel 2005 ha vinto la prima edizione del “Festival della Canzone Romana di San Giovanni”. Nel 2006 ha partecipato al “Festival di Napoli”. Negli ultimi anni è stato anche coautore di canzoni (“Se io fossi un signore”, “Italia mondiale”, “Amore mio vien giù”, “I like Mary”, ecc.). Ha inciso 5 musicassette, 3 LP e 7 audio CD.

Cantare è essere per Angelo Miscione, signore non più giovanissimo ma ancora intraprendente e con tanta voglia di trasmettere calore e gioia, passione di vivere per il canto, voglia di far cantare gli altri. Tra i numerosi cantanti giovani e meno giovani che salgono sul palco, in questi ultimi tempi, in cui la canzone romana sembra avere una sua “revanche”, si assiste malvolentieri ad un aggressività vocale sparata e molto gesticolata, nella pretesa di essere al “modo” romano.




Angelo Miscione è ancora primo cavaliere portante della romanità classica. Egli ha pieno controllo e chiarezza del fraseggio e dell’intonazione, estensione timbrica di valore notevole, colore di ampie sfumature, appropriato alle diverse cantate, immersione sentimentale e partecipazione appassionanti. Angelo Miscione sa giuocare con lo stornello romano senza esagerazioni, rivestendolo tuttavia di quell’accento e quella rotondità strettamente necessari al “romanesco”. Egli ha spontaneità confidenziale con il pubblico, buonumore, voglia di coinvolgimento, nobiltà d’animo. Tutte qualità che andrebbero ancor più valorizzate dagli Enti preposti alla Cultura, alla Comunicazione e allo Spettacolo, visto che la Nuova Area METROPOLIS di Tor Vergata, a Roma, dovrà come si è detto nel Progetto dell’VIII Municipio, costituire un Mega Parco di “Romanità” (non a caso il Logo di METROPOLIS porta l’immagine del gladiatore romano).
E’ un pensiero ed un cortese invito-richiesta per il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, per il Presidente del Municipio VIII Massimiliano Lorenzotti , per l’Assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi, per l’Associazione Culturale Andromeda che studia le migliorie del programmato progetto METROPOLIS. Noi attendiamo altre serate con Angelo Miscione.

(L'artista può essere contattato ai numeri 338.4862.151 e 06.200.2389).


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[PS. – Per chi non è romano, METROPOLIS è a Roma Sud Est, nell’area di Tor Vergata, dove è stata eretta la Grande Croce, sul colle intitolato al Papa Giovanni Paolo II, che in questo luogo tenne il 1° Raduno Mondiale Giovani, nell’anno giubilare 2000. Riportiamo qui sotto le note del Progetto Metropolis con le motivazioni e le indicazioni per le informazioni.


Metropolis è un villaggio realizzato con lo scopo di promuovere attività socio culturali e ricreative, attraverso anche l'organizzazione di manifestazioni ed eventi di natura sociale. Deve essere uno spazio per Famiglie, all'interno del quale saranno presenti aree fitness per step e ginnastica e relax con piscine, lettini e giochi, un'area spettacolo con una struttura coperta da 1.200 posti per spettacoli con i maggiori attori di cabaret romani, discoteca con musica commerciale, 12 punti ristoro con piacevolissime ambientazioni ed allestimenti, e più di 100 gazebi dove fra i quali poter passeggiare ed ammirare le esposizioni e la vendita di varie tipologie di prodotti.
Il progetto Metropolis permetterà a giovani e non di condividere esperienze culturali, sportive, di aggregazione e di divertimento. Tema conduttore sarà l'attività fisica e le molteplici iniziative culturali e di intrattenimento. Per la tipologia del tema trattato, l'età del pubblico di riferimento non ha limiti. Lo sport e l'attività fisica come fattori importanti per la salute del corpo sono i temi prescelti. Nostro obiettivo fondamentale è quindi coinvolgere il maggior numero di persone possibile, accompagnandole lungo "il nostro percorso" all'interno dell'area alla quale si accederà gratuitamente.
http://www.estatealmetropolis.it dall'11
luglio al 20 settembre 2009. Infoline espositiva 347.o74.6824].

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